Hallo Tychi,
Dein weiter unten stehendes Angebot ist so großzügig, daß ich nicht umhin kann, auch Wünsche zu äußern.
Wenn es Dir nicht zuviel ist, dann bitte die wörtliche Übersetzung von zwei Arien aus „Figaros Hochzeit“.
Die von Dir schon selbst genannten „E lucevan de stelle“ und „Nessun dorma“ habe ich bei der Gelegenheit „ausgegraben“, weil ich beide auch sehr schön finde.
Würden Dir die „offiziellen“ deutschen Texte beim Übersetzen helfen?
Falls ja, melde Dich, dann stelle ich sie auch hierhin.
Herzlichen Dank im voraus.
Und bitte keine Hektik, es eilt nicht.
Gruß Gudrun
Voi che sapete che cosa è amor,
donne, vedete s’io l’ho nel cor.
Quello ch’io provo vi ridirò,
è per me nuovo, capir nol so.
Sento un affetto pien di desir,
ch’ora è diletto, ch’ora è martir.
Gelo e poi sento l’alma avvampar,
e in un momento torno a gelar.
Ricerco un bene fuori di me,
non so chi’l tiene, non so cos’è.
Sospiro e gemo senza voler,
palpito e tremo senza saper.
Non trovo pace notte né dì,
ma pur mi piace languir così.
Voi che sapete che cosa è amor,
donne, vedete s’io l’ho nel cor.
E Susanna non vien! Sono ansiosa
di saper come il Conte
accolse la proposta. Alquanto ardito
il progetto mi par, e ad uno sposo
sì vivace, e geloso!
Ma che mal c’è? Cangiando i miei vestiti
con quelli di Susanna, e i suoi co’ miei…
al favor della notte… oh cielo, a quale
umil stato fatale io son ridotta
da un consorte crudel, che dopo avermi
con un misto inaudito
d’infedeltà, di gelosia, di sdegni,
prima amata, indi offesa, e alfin tradita,
fammi or cercar da una mia serva aita!
Dove sono i bei momenti
di dolcezza e di piacer,
dove andaro i giuramenti
di quel labbro menzogner?
Perché mai se in pianti e in pene
per me tutto si cangiò,
la memoria di quel bene
dal mio sen non trapassò?
Ah! Se almen la mia costanza
nel languire amando ognor,
mi portasse una speranza
di cangiar l’ingrato cor.
E lucevan le stelle…
ed olezzava la terra…
stridea l’uscio dell’orto…
e un passo sfiorava la rena…
Entrava ella, fragrante,
mi cadea fra le braccia…
Oh! dolci baci, o languide carezze,
mentr’io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d’amore…
L’ora è fuggita…
E muoio disperato!
E non ho amato mai tanto la vita!..
CALAF
Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle che tremano
d’amore e di speranza!
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà!
Ed il mio bacio scioglierà
il silenzio che ti fa mia!
LE DONNE
interno; lontano
Il nome suo nessun saprà …
E noi dovrem, ahimè! Morir! Morir!
CALAF
Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle! All’alba vincerò!
Vincerò! Vincerò!
